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15:20

Una legge contro l’odio razziale sul Web?

Cecile-Kyenge
RAZZISMO
Il Ministro per l’Integrazione, Cécile Kyenge

La storia che qualche mese fa ebbe protagonista la neo Presidente della Camera, Laura Boldrini, ve la ricorderete. Qualche buontempone le aveva dedicato delle amichevoli minacce di morte. Aveva fatto girare dei fotomontaggi che la ritraevano violentata da un uomo di colore. Sgozzata, in una pozza di sangue. Materiale che rimbalzava all’impazzata su internet. Lei ebbe la malaugurata idea di dichiarare: «sulla Rete campagne d’odio, è tempo di fare una legge». Non aveva tutti i torni. Non l’avesse mai detto.

La reazione del gota di certo giornalismo e dei guru del panorama del Web italico fu implacabile. Ne ho parlato qui. Un’orda di moderni chierici si è subito prodigata nell’incensare l’idolatrato dogma che la rete è e deve rimanere libera e fuori da ogni controllo. Come se una legge contro le campagne d’odio sulla rete chissà che libertà fondamentali limitasse. Trasmissioni. Editoriali. Tam-tam organizzati contro la Boldrini su tutti i social. Le leggi ci sono già nel mondo reale. Non ne servono altre. La Boldrini pensasse ad altro. L’hanno fatta nera.

Oggi il ministro Cecile Kyenge, dopo gli insulti razzisti ricevuti nei giorni scorsi, ha dichiarato:

«Garantiamo il nostro impegno contro il razzismo e la xenofobia e stiamo studiando nuovi strumenti legislativi contro l’istigazione all’odio razziale che sta aumentando anche attraverso internet e i social network».

Oggi, a parte qualche articolo di tre righe – giusto per dover di cronaca – affogato in mezzo alle gallerie dei bikini mozzafiato delle vip sulla cresta dell’onda in vacanza da Miami a Sabaudia, nessun “guru” ha fiatato. Come mai? Non è che in quella irresistibile voglia di sbandierare fino alla nausea il finto politicamente corretto, qualcuno tra quelli che si erano imbarcati con tanta foga nella crociata contro la Boldrini, oggi preferisca tacere valutando il potenziale danno d’immagine che una medesima presa di posizione possa procurargli criticando un ministro di colore?

Ben vengano leggi contro gli insulti e le minacce sulla rete. Sono sicuramente più utili dell’ipocrisia.

(PRO)
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