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10:27

Facebook annuncia i risultati del primo trimestre 2013: «Non perdiamo utenti, anzi…»

L’allegro ritornello che Facebook stia perdendo utenti ritorna ciclicamente alla ribalta delle cronache giornalistiche. Quando non si ha altro di cui parlare è sempre un argomento capace di tirar su un po’ di traffico. Pare come se ci si goda a immaginarsi il caro Zuckerberg in sofferenza. La scorsa settimana erano circolate le solite voci che a Menlo Park se la stessero vedendo brutta. Secondo Neilsen, negli ultimi 12 mesi, solo negli USA, Facebook aveva perso 10 milioni di utenti. A marzo 2013, gli utenti attivi americani sarebbero calati a 142 milioni. La smentita è arrivata direttamente da Facebook che ieri ha annunciato i risultati del primo trimestre 2013.

A marzo, gli utenti attivi americani sono stati 194 milioni. Gli utenti attivi giornalieri sono stati 665 milioni registrando un aumento del 26% rispetto allo stesso periodo del 2012. Gli utenti attivi mensili hanno raggiunto quota 1,11 miliardi con un aumento del 23% rispetto all’anno passato. Gli utenti mobili a marzo sono stati 751 milioni, con un aumento del 54% su base annua.

Qui in Italia la notizia del fuggi fuggi degli utenti dal più popolare dei social network è stata rilanciata su quasi tutti i giornali. Più che altro si sono limitati a fare un mero copia e incolla, tradotto e riadattato, di un articolo originariamente comparso qualche giorno fa sul Guardian che si basava su dati previsionali di una società di ricerca che con rapidità imbarazzante li ha poi ritrattati.

Dave Morin, fondatore di Path

Dave Morin, fondatore di Path

In tutti questi articoli si è parlato di Path che secondo le voci starebbe sottraendo utenti a Facebook. Per chi non ne avesse mai sentito parlare, Path è un social network in cui si possono avere massimo 150 connessioni. Circola dal 2010. Doveva fare il botto già allora. Un po’ come Diaspora, quello che per lunghi mesi è stato definito da quelle che i giornalisti nostrani amano definire “le bibbie online dell’informazione tech” come l’alternativa a Facebook. Alzi la mano chi di voi ne ha mai sentito parlare. E soprattutto chi lo ha mai utilizzato per più di cinque secondi di fila.

La caratteristica delle 150 connessioni di Path è il suo più grosso limite. Facebook è una macchina micidiale per ottenere visibilità. È un canale privilegiato che gli utenti e le aziende usano per dirottare traffico verso i propri contenuti o per scoprirne altri di carattere virale. Non c’è nessun altra alternativa che funzioni meglio e che abbia lo stesso appeal. Nemmeno Twitter. Path è solo uno dei tanti. Non credo che riuscirà a erodere margini significativi a Facebook. E non credo che sia ancora arrivato per Zuckerberg il momento di preoccuparsi.

(PRO)
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